Oltre la metà dei consumatori subisce rifiuti di pagamento erronei

Un nuovo rapporto evidenzia come gli errori nei sistemi di autorizzazione dei pagamenti causano perdite significative di entrate per i commercianti, sottolineando l'equilibrio critico tra prevenzione delle frodi e esperienza del cliente.
Secondo un recente rapporto di PYMNTS, piattaforma che analizza l'e-commerce e i pagamenti, il 56% dei consumatori ha subito un rifiuto di pagamento che non avrebbe dovuto verificarsi. Questi falsi rifiuti (false declines) comportano costi ben oltre la singola transazione persa: frustrazione del cliente, minore intenzione di riacquisto e erosione della fiducia nel marchio.
L'analisi, pubblicata nell'edizione di agosto della "Optimizing Payments Tracker® Series", rivela la tensione che i rivenditori affrontano quando irrigidiscono i controlli antifrode. Ogni strato di sicurezza aggiuntivo riduce le transazioni fraudolente ma blocca anche quelle legittime. Quando la carta di un cliente solvibile viene rifiutata, il commerciante perde la vendita, il processore di pagamento sostiene i costi per il tentativo fallito, e il consumatore potrebbe abbandonare completamente l'acquisto o passare a un concorrente.
Per gli operatori di e-commerce, i risultati del rapporto sottolineano perché le politiche antifrode rigide stanno cedendo il passo a approcci dinamici basati sui dati. L'apprendimento automatico e la valutazione del rischio in tempo reale consentono alle piattaforme di distinguere tra transazioni ad alto rischio e transazioni legittime con maggiore precisione. I commercianti che ottimizzano i tassi di approvazione—anziché semplicemente massimizzare il rifiuto di transazioni questionabili—possono catturare più entrate, migliorare il valore del cliente nel tempo e ridurre le perdite operative legate alle autorizzazioni fallite.